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Castelvetrano è triste per la scomparsa del prof. Giuseppe Basile

Inserito in Ricordi

31 Luglio 2013

Il Sindaco della città di Castelvetrano, avv. Felice Errante, appresa la notizia della prematura scomparsa del prof.Giuseppe Basile ha voluto manifestare tutto il suo cordoglio per l’incredibile perdita per il mondo della cultura italiana ed internazionale:
"E’ un giorno triste per la nostra città che perde uno dei suoi figli più illustri, stimati e conosciuti in Italia e nel Mondo- ha detto il Sindaco- nei mesi scorsi, pur indebolito dal terribile male che lo aveva colpito, aveva accolto con grande entusiasmo la nostra proposta diventando consulente a titolo gratuito del Comune per la valorizzazione dei Beni Culturali, e riuscendo a predisporre il restauro della cappella della Maddalena che si trova all’interno della Chiesa Madre, che è una delle opere d’arte più importanti della Città, risalente agli ultimi decenni del Cinquecento ed opera di Tommaso Ferraro- continua Errante- resterà il profondo rammarico per le tante altre collaborazioni che sono rimaste incompiute e che il prof.Basile aveva già in animo di portare avanti grazie al grande entusiasmo ed alla passione che pervadeva il suo lavoro.

Come uomo mi mancherà quel confronto cordiale e quell’arricchimento di conoscenze che il prof. Basile era capace di trasmettermi ad ogni incontro. In segno di gratitudine e di doveroso omaggio alla sua figura allestiremo al più presto un’ iniziativa- conclude il primo cittadino- che possa contribuire a conservare nella nostra città il suo imperituro ricordo."

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Il Presidente Ciampi con la moglie Franca nella Cappella degli Scrovegni,
osservano i dipinti di Giotto illustrati dal Direttore dei lavori di restauro, Giuseppe Basile

Breve biografia del prof. Basile
Giuseppe Basile ha effettuato la Direzione lavori, il coordinamento e la supervisione dei più importanti interventi di conservazione e restauro per conto dell’Istituto Centrale del Restauro del Ministero dei Beni Culturali.
Nato a Castelvetrano laureato in Storia dell’Arte all’Università di Palermo, dal 1976 funzionario storico d’arte presso l’Istituto centrale del restauro (Ministero Beni Culturali), dove dal 1987 ha diretto il Servizio per gli interventi sui Beni artistici e storici. Dall’anno accademico 1991 – 92 docente presso la Scuola di specializzazione in Storia dell’arte all’Università “La Sapienza” di Roma (Teoria e storia del restauro delle opere d’arte), dal 1995 membro ordinario della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa e della Pontificia Commissione per l’Archeologia sacra. Ha diretto numerosissimi restauri in Italia ed all’estero, al punto da portare la nostra scuola di restauro ai maggiori vertici del mondo.

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Fu lui che si oppose, da Dirigente dell’Istituto Centrale del Restauro di Roma, alla rimozione indiscriminata con le ruspe delle macerie accumulatesi sotto la volta della Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi: sotto quelle macerie, nel settembre del 1997 a causa di una violenta scossa sismica, erano rimasti sepolti due restauratori e due frati, ma rimanevano anche accatastati 120 mila frammenti di ben 5.000 mq di pitture murali dei più importanti maestri della pittura del duecento italiano, quali Cimabue e Giotto. Si deve alla sua ostinata capacità ed al suo altissimo livello culturale se oggi possiamo riammirare capolavori d’arte unici al modo. Entra certamente nel Guinnes dei primati per il più grande puzzle d’arte mai recuperato (il cantiere è stato denominato dai più grandi studiosi del mondo il cantiere dell’utopia); e certamente in quest’impresa ha influitola sua esperienza maturata in gioventù nel Belice. Innumerevoli le altre opere di cui ha diretto il restauro: tra le tante si cita la Cappella degli Scrovegni a Padova, l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci a Milano ed il Palazzo Te a Mantova.

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