Pubblicato su Kermes 28, Gennaio/Giugno 1997
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Interventions réalisées sur les œuvres de Giotto dans la Chapelle Scrovegni et à la Basilique de Saint François, à Assise, selon la Théorie de la restauration de Cesare Brandi.
Strasburgo 10 maggio 2011di Giuseppe Basile
POURQUOI GIOTTO?
S’il est vrai que la grandeur d’un artiste est rarement reconnue de son vivant, Giotto est cependant encore en pleine activité quand Dante Alighieri, le plus grand poète italien et l’un des plus importants d’Europe, l’évoque dans son poème La Divine Comédie, comme celui dont la renommée a rejeté dans l’ombre celle du grand peintre florentin Cimabue.
Nell’immediato dopoguerra ma ancora fino a non molti anni fa, tutti noi castelvetranesi ma anche gli abitanti dei paesi della Valle del Belice, per i quali Marinella di Selinunte costituiva il naturale sbocco balneare, nonché la maggior parte dei Siciliani cui capitava di parlare dell’area archeologica che ci ospita il termine usato per designarla era “Pezzi di Selinunte” o, semplicemente, “pezzi”.
Nel 2002 Giuseppe Basile ha scritto anche un libro di racconti che ha avuto una scarsissima circolazione.
Lo publichiamo nel sito grazie alla disponibilità dell'editore che può inviare il libro cartaceo richiedendolo a
2002 ed. Mazzotta, Castelvetrano
Copia in pdf resa disponibile con il consenso dell'editore
Il restauro dell’Ultima Cena di Leonardo rappresenta uno degli interventi più difficili nella storia del restauro e non solo italiana per lo stato disastroso in cui era venuta a trovarsi a causa di una molteplicità di condizioni negative: l’anomala tecnica pittorica impiegata da Leonardo; le avverse condizioni ambientali; gli errati interventi di restauro del passato; infine i gravissimi danni durante la II° Guerra Mondiale.