Mentre percorrevo una prima, una seconda e poi una terza volta la Cappella, seguendo nell’ordine i tre cicli, mi è sovvenuto un pensiero che ancora oggi non riesco ad esplicitare e a esaminare. Più che un pensiero è stato un augurio: poter dormire una notte lì dentro, nella cappella, svegliarmi prima dell’alba e vedere emergere dall’oscurità, a poco a poco, come fantasmi, i gruppi in processione, i gesti, i volti, quel colore turchino da miniatura che dev’essere un segreto di Giotto perché non esiste in altri pittori. Oppure non esiste finchè guardo lui.
Non si creda che in me vi sia qualche richiamo religioso che in tal modo si manifesterebbe. Si tratta piuttosto, e assai terrestremente, di voler sapere come possa nascere un mondo.
Josè Saramago, Manuale di pittura e calligrafia, Milano (Bompiani) 1994 (Lisboa, 1977), 120