Alcuni articoli di Giuseppe Basile pubblicati negli anni 80 dal Ministero dei Beni Culturali - ICR, dalla regione Molise e dalla Provincia di Trapani
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L’interesse per i problemi posti dalla conservazione e dal restauro dell’arte contemporanea è troppo recente perché ci possa essere quella base ampia di convergenze sotto l’aspetto metodologico che ormai caratterizza la conservazione ed il restauro dell’arte precontemporanea.
Il 27 gennaio, Giornata della Memoria, anche la TV pubblica ha doverosamente evidenziato la necessità civile e morale di sottrarre alla rovina ed alla perdita definitiva luoghi – simbolo come il Binario 21 della Stazione Centrale di Milano: affinché la testimonianza viva (certo insostituibile) dei sempre più rari superstiti possa trovare continuità nella testimonianza “muta” ma potenzialmente senza limiti di tempo che da sempre ha caratterizzato, nel bene e nel male, “monumenti” e analoghi segni tangibili della memoria.
In occasione delle iniziative culturali per il centenario della nascita di Cesare Brandi, che hanno avuto luogo nei 2 anni appena trascorsi sia in Italia che all’estero, è risultato che l’elemento di maggiore attualità del suo pensiero sul restauro e della conseguente prassi operativa viene riconosciuto nella attenzione specifica riservata alla preventiva conoscenza dell’opera nelle sue caratteristiche irripetibili sia a livello fisico-materico che formale.
Io intenderei trattare molto brevemente un argomento specifico, tralasciato da Maurizio Calvesi perché sicuro che ne avrei parlato io.
Nella rivista che oggi presentiamo c’è un brevissimo, quasi telegrafico eppur densissimo articolo di Jole de Sanna su un’opera molto importante del Maestro, i Bagni misteriosi, fatti trent’anni fa dall’artista per la Triennale di Milano (Notizia sul restauro della Fontana “Bagni Misteriosi” al Parco Sempione di Milano).
Il 24 marzo 2001, a chiusura del Convegno internazionale sul restauro dal titolo La realtà dell’Utopia, avevo avanzato la proposta di costituire presso il Sacro Convento non solo un archivio-banca dati degli interventi effettuati ma anche un Museo (o un qualsiasi tipo di esposizione permanente) destinato a conservare ed esporre innanzitutto i frammenti di decorazione che con ogni probabilità sarebbe risultato impossibile ( come poi è successo) ricollocare sulla volta della Basilica ma anche tutti quei prodotti, fisici oltre che virtuali, elaborati o “generati” in funzione degli interventi di recupero, restauro e fruizione delle opere colpite dal sisma.
- Tra "restituzione virtuale" e restauro reale - un approccio guidato
- Alcune riflessioni sul restauro delle opere d'arte contemporanee
- Lampedusa - Centro Internazionale di Documentazione e annesso museo sulle migrazioni e sull'accoglienza - perché il centro
- Sulle opere di Burri
- A Lampedusa un centro internazionale di studi (e museo) delle migrazioni e dell'accoglienza
- Giotto e la Cappella degli Scrovegni
- A dieci anni dal restauro della Cappella, una sintesi dell'intervento e il progetto di manutenzione
- La teoria del restauro nel novecento da Riegl a Brandi
- La gestione dei monumenti a rischio come prevenzione del degrado: la Cappella Scrovegni di Giotto e il Cenacolo di Leonardo
- "Eccellenza" del restauro italiano
- L'intervento sui dipinti murali della Basilica di San Francesco in Assisi dopo il sisma del 26 settembre 1997
- Intervento al Convegno in onore del Maestro Sandretti
- Uno scritto di Cesare Brandi sui principi ispiratori della scuola dell'Istituto Centrale del Restauro
- EXCELLENCES ITALIENNES: ART ET RESTAURATION - POURQUOI GIOTTO?
- Materia, forma e "unità potenziale" nel restauro
- Il sorriso di Giotto e altre storie
- LEONARDO, L’Ultima Cena. Indagini, ricerche, restauro